EDIZIONE 2020

Tutti i cinema che vorranno aderire all’iniziativa potranno farne richiesta compilando l’apposito FORM

“LET THERE BE THE LIGHT” di Marko Skop (Slovacchia, 2019, 93’)
Film candidato all’Oscar per la Slovacchia nella categoria International Feature Film; Miglior Attore Milan Ondrík Premio Karlovy Vary International Film Fest.

Per mantenere la sua famiglia in Slovacchia, Milan lavora in Germania. Una volta tornato a casa per le vacanze di Natale, si accorge di un avvicinamento a gruppi neonazisti da parte di suo figlio, forse anche coinvolto nel suicidio di un ragazzo del luogo. Un problema familiare affronta la più ampia questione di un dramma europeo, se non globale, un microcosmo come specchio dei rischi dell’attuale società. Attraverso piccoli suggerimenti, Marco Škop riesce a creare una crescente tensione realizzando un film potente sulla rabbia e la confusione ideologica che caratterizzano spesso la società contemporanea.

“CAT IN THE WALL” di Vesela Kazakova e Mina Mileva (Bulgaria, 2019, 92’)
Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Festival di Locarno, tra i vari Festival è passato poi al Sarajevo Film Festival e Thessaloniki Film Festival; Premio FIPRESCI Warsaw International Film Fest.

Ambientato nei sobborghi londinesi, Cat in the wall, è un affresco lucido sulla Londra della Brexit. Irina, madre single, vive con suo figlio Jojo e suo fratello Vlado, immigrati dalla Bulgaria. Dopo aver adottato un gattino le tensioni con i vicini si acuiscono, emergono rabbie e razzismo e nessuno è esente dai pregiudizi verso l’altro. Il banale pretesto di un animale domestico diventa la valvola di sfogo di tensioni latenti in una società che vive costantemente nell’incertezza, tra difficoltà quotidiane e dubbi sul futuro. Un film dal messaggio molto chiaro, una voce autentica dalle classi sociali meno abbienti dell’Inghilterra di oggi.

“MAREK EDELMAN… AND THERE WAS LOVE IN THE GHETTO” di Jolanta Dylewska in collaborazione con Andrzej Wajda (Polonia, 2019, 80’); Miglior documentario dalla Polish Film Academy.

Marek Edelman, uno dei pochi sopravvissuti del ghetto di Varsavia, viene intervistato da Jolanta Dylewska poco prima di morire. Il film, mescolando sapientemente realtà e finzione, fa rivivere questa figura così importante per la storia della Seconda Guerra Mondiale. Le scene di fiction sono scritte dalla regista assieme ad Agnieszka Holland e dirette dal grande Andrzej Wajda, poco prima della sua morte.

“LA BUFERA – CRONACHE DI ORDINARIA CORRUZIONE” di Marco Ferrari (Italia, 2019, 80’)
Première mondiale nel concorso Next Masters di DOK Leipzig.

Il regista Marco Ferrari raccoglie le testimonianze di sette persone che si sono trovate al cospetto di episodi di corruzione: impiegati nel settore pubblico, un archeologo, un revisore dei conti, un ricercatore, e un professore e un contabile. Da queste storie, unite in un’unica narrazione, emerge quanto la corruzione sia fortemente radicata nel nostro sistema. Un documentario investigativo coinvolgente che dà luce a una verità da tutti conosciuta ma spesso ancora troppo taciuta: corruzione sistematica, tentativi di coinvolgimento, intimidazioni per chi non sta al gioco, isolamento, mobbing.

“OLEG” di Juris Kursietis (Lettonia, 2019, 108’)
Presentato al Festival di Cannes (Quinzaines des Réalisateurs), Vincitore Grand Prix al Brussels International Film Festival; Vincitore Grand Prix al CinEast; Vincitore come miglior Film, miglior attore non protagonista e migliore fotografia al Latvian National Film Festival.

Oleg è un macellaio che decide di partire per Bruxelles in cerca di un futuro migliore. Tradito però da un collega, il ragazzo si troverà invischiato con la malavita del luogo precipitando nel baratro. Solo grazie alla sua forza riuscirà a rialzarsi e a riprendere in mano la propria vita. Oleg è un film vivace e sorprendente, con una serie di scelte formali che enfatizzano il percorso del protagonista. Juris Kursietis, sicuramente tra i più interessanti nomi del cinema baltico, alterna con sapienza atmosfere claustrofobiche per lo più notturne di taglio quasi documentaristico, con potenti sequenze oniriche.


THE EUPHORIA OF BEING” di Réka Szabó (Ungheria, 2019, 83’)
Presentato in anteprima mondiale all’IDFA 2019; Gran Prix alla Semaine de la Critique del Festival di Locarno; Miglior Documentario sul tema dei diritti umani al Festival di Sarajevo

Eva Fahidi è tornata in Ungheria all’età di 20 anni al termine della Seconda Guerra Mondiale, unica sopravvissuta della sua numerosa famiglia al terribile campo di concentramento di Auschwitz. Oggi, superata la soglia dei 90 anni si unisce a Emese, ballerina di fama internazionale in una esibizione di danza e teatro performativo per raccontare la lunga avventura che è stata la sua vita.
Un racconto toccante per vedere l’Olocausto dal punto di vista di chi l’ha vissuto e lo ha rielaborato attraverso l’arte, la danza e il corpo.